Il vino che non vuole dimenticarsi di esistere
A Chieri, per due giorni di maggio, la Freisa torna a fare rumore. Sedici edizioni dopo, la festa è diventata qualcos'altro.
C’è un momento, a Chieri, verso le sei del pomeriggio di un sabato di fine maggio, in cui il centro storico smette di essere un centro storico e diventa qualcos’altro.
Le pietre medievali si scaldano sotto la luce obliqua, i portici si riempiono di calici, e da qualche parte — da piazza Cavour o da via Vittorio Emanuele, difficile dire — arriva la musica.
Non la musica cerimoniale delle sagre di paese. Qualcosa di più vivo, più ibrido. Quest’anno, sabato 23 maggio, sarà un DJ set firmato da Francesco Quarna e Maurizio Rossato di Radio DEEJAY. Tra un sorso e l’altro di Freisa.
Sedici anni fa, quando qualcuno ebbe l’idea di dedicare un intero weekend a questo vitigno — la Freisa di Chieri, autoctona, capricciosa, spigolosa quanto basta — nessuno sapeva bene cosa sarebbe diventato.
Oggi Di Freisa in Freisa è una delle manifestazioni enogastronomiche più attese del panorama piemontese.
Quest’anno il weekend è il 23 e 24 maggio: sabato dalle 17:00 alle 24:00, domenica dalle 10:00 alle 20:00.
La Freisa, questo vitigno difficile
La Freisa è uno di quei vitigni che non chiedono simpatia immediata.
Ha una tannicità nervosa, un’acidità decisa, una versatilità che spazia dal secco al dolce, dal fermo al frizzante.
Nei secoli scorsi era tra i più coltivati del Piemonte; poi, lentamente, il mercato la marginalizzò in favore di vitigni più accomodanti. Sopravvisse, come spesso accade, grazie a chi aveva memoria lunga e orgoglio corto.
Chieri, con le sue colline a ridosso della città metropolitana torinese, è il suo territorio d’elezione storico.
Qui il vitigno ha un’identità DOC — la Freisa di Chieri — che si affianca all’altra denominazione locale, la Collina Torinese. Non è vino da esportazione facile, non è vino da marketing immediato. È vino da conoscere.
Sedici anni di tenacia
Matteo Rossotto, presidente del Consorzio, lo dice con quella franchezza che appartiene a chi sa di lavorare in controtendenza: “In un momento storico come quello attuale, mutevole e complesso per il comparto del vino, ritengo che gli addetti ai lavori abbiano la responsabilità e il dovere di condividere il proprio sapere con una nuova fetta di consumatori, magari meno esperti ma con una grande voglia di imparare”.
Negli ultimi due anni, aggiunge, la manifestazione è stata rinnovata con l’obiettivo di diventare “ancora più fresca e contemporanea”, per avvicinarsi a un pubblico giovane, attraverso un consumo consapevole e di qualità.
È una scommessa non banale. Il mondo del vino italiano vive un momento di biforcazione: da un lato il consumo cala, soprattutto tra i giovani; dall’altro cresce la domanda di esperienze autentiche, di vini con storia e territorio.
La Freisa di Chieri è esattamente lì, in quella intersezione precaria e promettente.
Due luoghi, due anime
Il cuore fisico dell’evento si divide in due poli distinti, che riflettono le due anime della manifestazione.
Piazza Cavour ospita il lato festivo: ventiquattro cantine del territorio in modalità walk around tasting, con la Freisa e i vini della Collina Torinese in assaggio accanto ad etichette del Canavese, dell’Astigiano e dell’Alessandrino.
C’è anche l’Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino, con un percorso che allarga lo sguardo sull’intera viticoltura provinciale.
E poi il cibo — street food di qualità, specialità locali — e la musica, che domenica diventa itinerante: BandarAdan (oltre vent’anni di arte di strada), i balli occitani del gruppo Controcanto, Radio GRP in piazza, e la chiusura affidata alla Filarmonica San Marco - Wind Orchestra.
Via Vittorio Emanuele 40/A ospita invece Spazio Freisa, al Cooking Loft Spazio Gusto: un luogo più raccolto, dedicato alla domenica, dove il vino diventa oggetto di studio e conversazione.
Il programma è costruito come un percorso di approfondimento progressivo, pensato tanto per sommelier esperti quanto per curiosi al loro primo approccio.
Il programma di Spazio Freisa (domenica 24)
La giornata si apre alle ore 10 con Caffè agricolo: Acqua e resilienza, un incontro nell’ambito del progetto IDEA che presenta il Masterplan SWITCH, strategia nata per rispondere alla crisi idrica del 2022-2024 — un segnale che anche il vino deve fare i conti con il cambiamento climatico.
A seguire, quattro appuntamenti condotti dal giornalista enogastronomico Danilo Poggio:
Ore 12:00 — Blind Testing “La Freisa tra i grandi”: degustazione alla cieca di tre vini a base Freisa in mezzo a tre etichette nazionali e internazionali di alto livello, guidata da Mauro Carosso, Presidente AIS Piemonte.
Ore 15:00 — “La Freisa incontra i vini dealcolati”: un viaggio nella storia del vino dealcolato con il Professor Vincenzo Gerbi. Non uno scontro tra mondi opposti, ma una conversazione su dove sta andando il consumo di vino nel mondo.
Ore 17:00 — “Giovani outsiders della Freisa”: cinque nuovi produttori raccontano la loro scelta di scommettere sulla viticoltura, con l’enologo DISAFA Gaetano Pio Liscio. Forse il momento più commovente del programma: ragazzi che scelgono un vitigno difficile in un mercato difficile.
Ore 18:00 — Masterclass “I vini della Provincia di Torino”: degustazione guidata dall’enologo Giampiero Gerbi attraverso i quattro territori della viticoltura torinese.
Chieri è più della Freisa
La manifestazione ha imparato, nel tempo, che il vino da solo non basta a fare un evento che duri.
Chieri è una città medievale con una identità precisa: il Museo del Tessile — memoria di una vocazione industriale ormai lontana — la Galleria Civica Palazzo Opesso, la Mostra Archeologica, le chiese di San Bernardino, Sant’Antonio Abate e San Filippo aperte con visite guidate da Carreum Potentia.
I negozi del centro partecipano con La Freisa in Fiera e Freisa&Friends — un sistema di doppi sconti incrociati tra esercizi commerciali e degustazioni di piazza, progettato con Ascom e il Comitato Centro Storico.
Per chi preferisce le due ruote, sabato 23 alle 12:30 parte Pedali DiVini, biciclettata lungo le strade del Chierese curata da Turismo Torino e Provincia.
C’è anche spazio per i bambini, con i giochi didattici dell’azienda agricola La Collina di Baldissero Torinese, fattoria accreditata dalla Regione Piemonte.
E la Croce Rossa Italiana – Comitato di Chieri organizza sabato sera la Notte Bianca e Rossa, con iniziative di intrattenimento e sensibilizzazione.
Perché vale il viaggio
C’è qualcosa di coraggioso, nel 2026, nell’organizzare per la sedicesima volta un festival interamente dedicato a un vitigno che la storia aveva quasi deciso di dimenticare.
La Freisa di Chieri non è il Barolo, non è il Barbaresco, non è il vino che trovi in tutti i ristoranti stellati.
È un vino di collina, di memoria corta e di territorio lungo. Ed è esattamente per questo che vale la pena andare a Chieri questo weekend: per capire cosa significa difendere qualcosa che non ha bisogno di essere difeso da un marchio internazionale, ma da persone che ci tengono.
Tutte le informazioni sul sito ufficiale: www.difreisainfreisa.it
Di Freisa in Freisa è un evento del Comune di Chieri, con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte e il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Camera di Commercio di Torino e Riserva della Biosfera UNESCO Collina Po.



